LA STORIA

L’associazione “il Sito” nasce negli anni 90 da un gruppo di amici  per poter esprimere la loro voglia di iniziative sociali, sportive e sopratutto per valorizzare le antiche tradizioni del territorio. Nel corso degli anni l’associazione è stata in aumenta crescita di soci in cui valorizzavano l’operato svolto. Come in tutte le cose qualcosa cambia e anche se qualcuno è venuto a mancare le persone che sono subentrate hanno avuto lo stesso spirito di continuità.

Nel territorio Marcianisano negli anni 50/60 era molto diffusa la coltivazione della canapa molti erano i contadini che praticavano le campagne circostanti per la coltivazione della canapa. Per la lavorazione della canapa era necessario avere dei bacini di acqua sia naturali che artificiali, in questi bacini di acqua si annidavano le Rane in grandi quantità in quanto era il loro abitat naturale e allo stesso tempo erano un cibo prelibato per la gente del posto.

questo territorio era molto prestante ad avere i bacini di acqua in quanto vi era tutta una storia antica.

Si narrava di un fiume “il Clanio”  scorreva tra le provincie di Caserta e Napoli ma sulle carte geografiche non risulta, si parlava spesso di un fiume ” nu ciumm” che scorreva dietro gli alti alberi di uva asprinio.

Il Clanius detto anche Lagnus, italianizzato in Clanio era diventato il fiume di confine tra Greci ed Etruschi, dopo una lunga guerra col tempo il Lagnus è diventato il “Lagno” sinonimo di un bacino d’acqua stagnante e prurida dove regnavano le Rane.   Carlo III di Borbone con la costruzione di nuovi ponti, con restauri e la realizzazione di controfossi e fu a seguito di quest’opera che assunse il nome di “Regi Lagni” in onore dei Reali.

Tra una sistemazione e l’altra il Clanio, pardon, il Regio Lagno ci fu la battaglia dei Regi Lagni che significò la fuga dei Barbone per la nascita della Repubblica Partenopea. Era l’anno di grazia 1799.

Ferdinando II  il 22 dicembre del 1855 approvò “Il Regolamento provvisionale di Polizia per la conservazione dei canali e delle opere pubbliche del Bonificamento del bacino inferiore del Volturno…” cioè sempre il nostro  fiume.
Era un fiume limpido e pescoso, meta di scampagnate e di giornate in allegria per tutta la famiglia. Purtroppo la cementificazione selvaggia delle rive (fatta inizialmente per contenere le sue dannose esondazioni) l’ha ridotto a canale di raccolta delle acque piovane utilizzate per irrigare i campi, e a sfogo di innumerevoli scarichi leciti ed illeciti, rendendolo, in alcuni punti una cloaca a cielo aperto.

Fine ingloriosa di un Fiume che ha fatto la nostra storia.

Questa è la storia che noi dell’associazione vogliamo portare avanti senza far dimenticare nulla ed è per questo che facciamo la Sagra della Rana in virtù delle antiche tradizioni del territorio

  Il fiume Clanio in una mappa del seicento

  Questo è come lo immagiamo

Grazie