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La Rana |
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La Rana un pò di storia |
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Cotolette di Rana |
La Rana da sempre rappresenta l’anfibio più enigmatico seppur conosciuto, che anima con sonori concerti pozze d’acqua e stagni. Le Rane amano termoregolarsi al sole tuffandosi in acqua al primo segnale di pericolo essendo delle ottime nuotatrici con le robuste zampe posteriori munite di membrane interdigitali. Le rane sono presenti in ogni parte del mondo e se ne calcolano circa duecento specie, molto simili fra loro. Le specie più comuni in Italia sono: La Rana Schiperica (introdotta nel 1940 dall'Albania) ≈ La Rana Temporaria diffusa dalla penisola Iberica lungo tutta l'Europa fino alle zone centroasiatiche, in Italia vive prevalentemente nell'arco alpino e lungo l'Appennino centrale, dove si trova anche La Rana Greca ≈ La Rana Catesbeiana (introdotta dal nord America) ≈La Rana Arvalis frequente nella Venezia Giulia e nell'Istria ≈ La Rana Latastei , ≈ La Rana Viridis, ≈ La Rana Agilis o Dalmatina diffusa in tutta l'Italia, specialmente in quella settentrionale, ≈ La Rana Ridibunda anche detta Verde maggiore ≈La Rana Lessonae anche denominata Rana Berberi o Rana dei fossi diffusa in tutta l’Italia peninsulare ≈ La Rana kl Hispanica data dall’ibridazione tra la rana Ridibunda e la Rana Berberi ≈ La Rana Temporaria che vive soprattutto nei boschi e prati vicini a corsi d’acqua. ≈ La Rana appenninica o Rana italica ≈ La Raganella Italiana o Hyla arborea ≈ La Rana kl Esculenta detta anche Rana verde minore italiana (Derivata dalla ibridazione tra la Ridibunda e La Rana Lessonae) chiamata anche Lessona, gli ibridi sono definiti con l’appellativo Klèpton e la sigla kl. Si sta diffondendo nelle pianure del nord Italia La Rana Catesbyana o Rana Toro lunghe venti centimetri senza le zampe, raggiungono i 1.500 grammi di peso sono state introdotte in Italia dal Nord America, si riconosce dalle altre specie di rana per l'assenza di pliche ghiandolari latero-dorsali e per le notevoli dimensioni del timpano grande quanto l'occhio. Le specie sicuramente più diffuse nel nostro paese sono La rana Ridibunda, la Lessone e la loro derivazione Rana Esculenta ed a partire dagli anni settanta si delinea il sistema trispecifico Rana ridibunda, Rana Lessonae e Rana Esculenta. Alcuni ricercatori polacchi identificano la specie Esculenta come un ibrido Ibridogenetico risultante dalla fusione dei genomi delle due specie parentali Rana ridibunda e Rana lessonae.Secondo l'ibridogenesi dalla fusione dei gameti delle due specie parentali si formerebbe un genoma misto in grado di trasmettersi alle generazioni successive allorché l'ibrido si accoppia con la specie parentale o con altri ibridi ibridogenetici. Il meccanismo dell'ibridogenesi delle rane verdi è sempre legato alla presenza del genoma di ridibunda, anche dove la Rana Ridibunda non è diffusa il suo genoma è presente in Rana esculenta, a testimonianza di una presenza passata, ed in nord Europa vi sono popolazioni di Rana esculenta che si automantengono senza la presenza delle due specie parentali (sono poliploidi). Morfologicamente e molto difficile riuscire a determinare le rane verdi infatti, nei maschi può essere utile il colore dei sacchi vocali che, bianchi in Rana lessonae e neri in Rana ridibunda, appaiono grigi in Rana esculenta. Un'altra nota interessante è che l'ibridogenesi nelle rane verdi europee pare sia sviluppato indipendentemente in varie zone geografiche. Da studi effettuati la specie ibridogenetica è sicuramente la più resistente alle variazioni ambientali ed alle criticità dovute alle varie forme di inquinamento pertanto si registrano sempre più casi di nuove specie di rane verdi. Le Rane Verdi appartenenti alla famiglia dei ranidi dell’ordine degli Anuri, hanno dimensioni variabili tra gli 6 e gli 8 cm, con tronco ovale e testa triangolare con occhi grandi e sporgenti, zampe anteriori brevi e posteriori lunghe e robuste. La pelle è liscia, di un colore verde smagliante o bruno oliva spesso chiazzato di nero sul dorso ed il ventre bianco punteggiato di nero e di grigio. Le rane verdi popolano soprattutto le zone di pianura, senza mai spingersi oltre i 1000 m di altitudine. A differenza di altre specie di anfibi indigeni, che visitano gli specchi d’acqua solo per riprodursi, le rane verdi sono strettamente legate all’ambiente acquatico in tutti i periodi dell’anno e sono in grado di colonizzare tutte le acque permanenti, predeligendo pozze, stagni e laghetti ricchi di vegetazione, e le rive poco profonde dei grandi laghi.Le due specie principali di rana verde si trovano in proporzioni variabili negli ambienti descritti, la Rana dei fossi è infatti più frequente nei piccoli stagni ricchi di vegetazione, con acque tendenzialmente acide e povere di nutrienti, mentre la Rana verde minore domina negli specchi d’acqua più grandi e con un carico di nutrienti maggiore, a sua volta, la Rana verde maggiore predilige le acque estese e profonde, anche se dove è stata introdotta ha colonizzato quasi ogni tipo di specchio d’acqua. La Rana dei fossi trascorre l’inverno sulla terraferma, mentre la Rana verde minore sverna almeno in parte in acqua. Questi anfibi al minimo segnale di pericolo si tuffano in acqua o scompaiono tra la vegetazione sono animali voracissimi che si nutrono di insetti afferrati al volo, tra cui farfalle che si avventurano sopra l'acqua, larve, vermi, lumache, ma anche di prede voluminose come giovani rane, piccole lucertole, piccoli roditori. Ai lati del collo i maschi sono dotati di due tasche che si gonfiano all'atto di gracidare, fungendo da cassa di risonanza, sempre attiva nelle zone in cui la temperatura è mite, mentre nelle regioni più fredde affonda nel fango delle rive appena sopraggiunge l'autunno, rimanendovi fino al ritorno della primavera. Il periodo della riproduzione va da aprile a giugno e i vari passaggi dall'uovo al girino e alla rana nella sua forma definitiva, durano quattro mesi. La femmina richiamata dal gracidio del maschio depone fino a 5000 uova in piccoli ammassi che vengono ancorati alla vegetazione nelle acque basse o sul fondo delle pozze. Dopo pochi giorni appaiono i girini, che impiegano da 5 a 12 settimane per trasformarsi in piccole rane in dipendenza della temperatura e la disponibilità di cibo. Molti di essi non giungono tuttavia alla metamorfosi poiché predati da pesci e insetti acquatici, ma anche in età adulta sono spesso prede ambite di numerosi carnivori tra cui Volpi, Faine, uccelli acquatici e grossi pesci. Le rane verdi sono però a loro volta efficaci predatori: la loro dieta è infatti costituita in gran parte di insetti, ma anche di lumache, vermi e talvolta addirittura di altri anfibi. Pur essendo uno degli abitanti più comune e conosciuto di stagni e acquitrini, la rana ha sempre colpito la fantasia dell'uomo, grazie al particolare aspetto e, soprattutto, per il curioso ciclo vitale, da girino a Rana. Esistono su questo animale molte superstizioni, false credenze ed un buon numero di proverbi e modi di dire. In passato molti popoli credevano che le rane nascessero dalla terra fecondata dagli acquazzoni estivi, o che generati direttamente dalla pioggia, cadevano addirittura dal cielo. Il loro canto si associava anche ad eventi sovrannaturali interpretando il gracidare come il lamento delle anime dei bambini morti prematuramente. Un’altra credenza popolare associava spesso le rane a streghe e fattucchiere che con esse preparavano filtri malefici mentre le fanciulle accarezzavano l’idea di trovare da una rana il loro principe azzurro. Al di là delle varie credenze resta il fatto che le rane anche per la facile reperibilità sono da sempre apprezzate come cibo dalle carni tenere saporite e molto digeribili e ricche di proteine tanto da essere definite la carne dei poveri, ad esse si attribuiscono anche proprietà terapeutiche per la cura degli ammalati, per l’alimentazione dei bambini oltre a benefici effetti sulla pelle delle donne e proprietà afrodisiache. Fino a pochi decenni or sono, schiere di Ranari vagavano notti intere per fossi e acquitrini alla ricerca di questo anfibio e la mattina, quando i sacchi erano pieni, i cacciatori privavano le rane ancora vive della testa e delle zampe, le spellavano e le preparavano per cucinarle fresche, di solito infarinate e fritte o, spolpate, come condimento per la pasta asciutta. Oggigiorno le rane hanno acquistato la fama di portafortuna e per questo motivo esistono vari amuleti che le raffigurano utilizzate per esorcizzare il malocchio e la iettatura. |
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Rana al Vino Bianco |
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Coscette di Rana alla panna |
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Cosce di rana in umido |
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Cosce di rana in fricassea |
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| Rane in guazzetto | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Rana Al Brodetto Di Prezzemolo | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Rane Fritte al Latte |
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| Frittata di Rane | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Cosce in Guazzetto con i piselli |
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| Rane alla Genovese | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Rane in Pastella |
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| Rane Fritte in Salsa | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Rane Fritte alla nordica |
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