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...sindaco Ki 6
Si stà svolgendo presso la biblioteca comunale, la manifestazione Sindaco Ki 6, parteciperanno in ordine di sorteggio, i candidati sindaci alle prossime elezioni amministartive, per il comune di Maricanise: Mario Paternuosto, Antonio Tartaglione, Giuseppe Moretta, Irene Maffini e Pietro Squeglia dal 26 al 30 maggio alle ore 19.30 fino al 29 e alle ore 11.00 il giorno 30. l'evento è stato realizzato con la collaborazione di dieci associazioni cittadine che hano richiesto ai candidati di raccontarsi attraverso, una foto, un quadro, un libro, un personaggio storico e una canzone, motivandone la scelta. l'evento è stato organizzato da:Archè, Archeoclub Italia, Caffé Procope, Etnie Club, Il Sito, Majeutica, Marcianise Europa, SCA onlus, Terra ed Unart Group |
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Il Presidente Passariello incontra il Sito |
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il Verbale |
Alla luce dei recenti episodi di criminalità che hanno investito il territorio della conurbazione di Marcianise, comprendente tra l’altro anche macerata Campania, Portico di Caserta, Recale, Capodrise e San Marco Evangelista, il Presidente dell’associazione casertana Terra Nostra Pasquale Costagliola ed il segretario dell’Associazione il Sito di Marcianise, Carmine Posillipo, hanno incontrato la “Commissione Regionale contro la camorra e la criminalità organizzata” recapitando, i disagi dei cittadini, che da tempo sono sottoposti alla brutalità di una criminalità senza scrupoli. Numerosi sono oramai i reati commessi nel nostro territorio ai danni di intere famiglie, che temono seriamente per la loro incolumità, si vanno infatti intensificando anche le aggressioni, che spesso degenerano in violenza gratuita nei confronti delle vittime di furti e rapine. La scia di ferocia, non degrada neppure in presenza di donne anziani e bambini. La Commissione Regionale presieduta dall’ on. Luciano Passariello, ha ritenuto di dover intervenire sulle problematiche esposte da Costagliola e Posillipo, facendosi carico di organizzare, come già fatto nelle province di Avellino e Benevento un incontro a Caserta, investendo per la gravità delle questioni, il Comitato per la Sicurezza e l’ordine pubblico. L’on. Giuseppe Sagliocco complimentandosi per l’iniziativa delle Associazioni il Sito e Terra Nostra ha auspicato che il comitato tecnico, da convocarsi a Caserta, possa intraprendere un’azione sinergica tra le varie forze di polizia con un puntuale riscontro, su interventi che tengano conto di tutto il territorio casertano, in modo da evitare localismi che possano semplicemente spostare, come avvenuto, la delinquenza da un territorio ad un altro. L’on Francesco Manzi, ritiene fondamentale sincronizzare le forze dell’ordine per dare al cittadino l’apporto e la visibilità dello stato sui territori. Le associazioni di cittadini in attesa delle iniziative, terranno alta l’attenzione sul territorio facendosi carico di ulteriori eventi e denunce agli organi preposti. |
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Al Sito di Marcianise non solo Ambiente e Sicurezza ma anche allegria e voglia di vivere. |
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I soci del “Sito” piangono la morte di Vicienz’ Carnaval’ A Marcianise l’allegoria della vita e della morte 22 e 24 febbraio 2009. I soci del Sito di Marcianise, in concomitanza con gli impegni sociali: in tema ambientale, venerdì 13 l’assessore Lucia Esposito è intervenuta al convegno, Marcianise tra Passato e Futuro, organizzata dal sodalizio di via san Giuliano, e sulla sicurezza cittadina, lunedì 23 il Sito incontrerà la commissione regionale anticamorra, per illustrare il disagio che la popolazione di Marcianise e dintorni stà vivendo con l’escalation criminale degli ultimi mesi. Presentano la storica “Chiagnuta e Vicienz’ carnaval’”, che anche quest’anno, si ripete con l’enfasi, la passione e la tenacia, che i soci dell’associazione il Sito di marcianise sanno mettere in campo. A Chiagnuta, rappresentava un momento di aggregazione importante, nelle rappresentazioni locali dei Carnevali. Il fantoccio utilizzato per il funerale, viene addobbato con salcicce e ossa di scarto, un fiasco di vino tra le gambe ad evidenziarne la morte avvenuta per gli eccessi comportamentali adottati, sia in ambito alimentare che dai contatti umani, vanto e causa della morte prematura. I pianti e le apparenti disperazioni assumono un forte significato simbolico per l’imminente quaresima, fine dei giochi, delle abbuffate e dell’euforia degli eccessi. Questo era il nostro carnevale, afferma Carmine Posillipo segretario dell’Associazione; è importante raccontare ai giovani come era possibile divertirsi, in modo semplice eppure denso di significati e di allegorie tanto da trasformare Vicienz Carnaval (Il fantoccio) in monito per la conduzione di una vita più equilibrata. Eccezionale come sempre, sarà l’interpretazione di Peppe Mezzacapo, che con la sua abilità teatrale esprime la disperazione dei parenti che hanno perso il loro sostentamento. |
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La solidarietà batte nel cuore della città. |
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Dalle 10 e sino alle 20 di domani (lunedì 29 dicembre) le associazioni Amici di Beppe Grillo, Archeo Club, Avom, Caffé Procope, Club Da Boe, Club Etnie, Il Sito, Medaglie d’oro, Pro Loco, Mos's, S.O.S. Diritti, Terra e Unart Group, nell’ambito dell’iniziativa “Un incontro a Natale” saranno nella centralissima Piazza Umberto I con uno stand per raccogliere alimenti, prodotti di largo consumo, e giocattoli in buone condizioni da destinare alle famiglie povere di Marcianise e dei diversi luoghi di accoglienza presenti sul territorio comunale. A deciderlo sono state ad unanimità le associazioni durante una riunione tenutasi ieri mattina alla biblioteca comunale di Marcianise in Via Vespucci. L’iniziativa giunta alla quarta edizione ha già fatto registrare molte adesioni e gli organizzatori mirano quantomeno ad eguagliare il lusinghiero risultato degli anni precedenti, dove mediamente sono stati raccolti 4 t di viveri e prodotti di largo consumo per 50 famiglie povere della città. I prodotti raccolti entro il 30 dicembre saranno consegnati direttamente ai destinatari. |
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Pneumatici ed amianto: ancora discariche senza controllo |
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"Nelle campagne dell'agro marcianisano si sversa da sempre materiale di scarto delle industrie" Continuano gli sversamenti nelle campagne marcianisane, e non solo, per quanto riguarda i consueti carichi di pneumatici ed amianto che costellano le zone agricole. “In realtà - ha affermato Pasquale Costagliola, Presidente dell'Associazione ambientalista 'Terra Nostra' - nelle campagne dell'agro marcianisano si sversa da sempre materiale di scarto delle industrie. Evidentemente esiste una struttura di logistica perversa che periodicamente e con metodo riversa tra i solchi residui tossici, rifiuti non assimilabili ai Rsu. È facile trovare bidoni con liquidi indecifrabili - ha aggiunto Costagliola - ma anche cumuli di materiali non omologabili allo scarto domestico. Nessun controllo, purtroppo, viene attuato sull'area marcianisana, malgrado la reiterazione di questi reati, nessuna pattuglia nelle campagne che non possono più ospitare pascoli o allevamenti di bestiame. L'attuale commissariamento del comune si allinea nella mera gestione dell'ordinario mentre la condizione ambientale è certamente da emergenza estrema. A memoria d'uomo - sottolinea l'esponente ambientalista che punta decisamente il dito contro la gestione commissariale - non si ricorda di alcun fermo od arresto per i criminali che stanno degradando la campagna. Sotto le volte dei piloni che reggono il viadotto ferroviario, si trovano cumuli di un prodotto non riconosciuto, una specie di segatura mista a buste e ad altri scarti che una volta stipata aspetta di essere incenerita. Terra Nostra di Caserta - ha concluso Costagliola Pasquale - “insieme a “il Sito”, associazione di Marcianise con Carmine Posillipo e Pasquale Bellopede, hanno individuato questa scia tossica attorno alla città. È il primo passo per una denuncia forte delle condizioni di crisi della zona marcianisana". di Pasquale Costagliola novembre 2008 |
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Dove sono i 256 milioni di euro per le bonifiche? |
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Il governo ha stanziato 256 milioni di euro ai fini della bonifica dei siti contaminati per 37 comuni interessati dall’emergenza rifiuti. Un progetto certamente importante per il nostro territorio martoriato dalla crisi ambientale che ha comunque da sempre visto queste programmazioni di bonifiche delle discariche. Gli stanziamenti effettuati a più riprese per l’area casertana sono ancora inattuali nei resoconti amministrativi e politici. Un beneficio quello annunciato che ha il rischio di assumere il carattere millantatorio come gli altri precedenti. Senza andare lontano nel tempo basta pensare che a scorrere le cronache in tema bonifica a Marcianise nel 2000/2001 sono stati stanziati ingenti finanziamenti all’ACSA per bonificare la discarica di Santa Veneranda. Nel 2005 un finanziamento di 14 milioni di euro si indirizzava per la realizzazione del un piano di bonifica del territorio di Villa Literno ed il governatore della Campania affermava: “Il piano rientra in una generale strategia di risanamento ambientale dell’intero litorale domizio.” La regione è impegnata su questo fronte dal 2001 con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti e che vennero pubblicizzati nella famosa trasmissione di RAI TRE Report, con Milena Gabanelli. Mai nessuna bonifica è stata fatta nel territorio campano a fronte dei milioni di euro spesi. Oggi mentre si parla di superamento dell’emergenza si deve svelare quanto succede nelle nostre campagne. In particolare nella zona a sud di Caserta, partendo da Marcianise si assiste ad uno sversamento continuo di materiali che non si limita ai “soliti” rifiuti costituiti da amianto (lastre di eternit, gomme e elettrodomestici) ma nei campi così vicini a Caserta approdano materiali tossici industriali. Gli sversamenti sono effettuati con continuità e metodo scientifico da organizzazioni ben strutturate. Ma pur risultando evidente questo reato nessun autorità sta monitorando, malgrado le ripeuute denunce di associazioni e comitati il circondario per porre opportuni rimedi. In realtà nessun controllo viene esplicato nelle aree rurali che sono preda di ogni sciacallaggio ambientale. D’altra parte il fenomeno sta arrivando anche nelle zone limitrofe del beneventano che lamentano a Melizzano l’abbandono di fusti pieni di materiale non identificato. A Marcianise il circolo “Il Sito” con Carmine Posillipo, Pasquale Bellopede in collaborazione con Pasquale Costagliola di Terra Nostra stanno monitorando alcune zone per segnalare l’inquinamento alle istituzioni. Si chiede prevenzione oltre che una bonifica. di Pasquale Costagliola di Terra Nostra, Carmine Posillipo, Pasquale Bellopede. ottobre 2008 |
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Alcool e Giovani |
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Una delle principali cause di morte per i giovani dai 15 ai 25 anni è rappresentata direttamente o indirettamente dall’Alcool eppure se si chiedesse ad un gruppo di giovani di citare le sostanze che rappresentano un elevato rischio per la salute pochi inserirebbero bevande alcoliche in questo elenco. Tale lacuna è sicuramente dettata da ragioni di carattere sociale, infatti un moderato consumo di alcool ed in particolare di vino in occasione dei pasti fa ampiamente parte delle nostre tradizioni e quindi socialmente accettata. L’abuso di bevande alcoliche però, determina una miriade di patologie alcune delle quali molto gravi. La principale causa di decessi per alcool è rappresentata dalla cirrosi epatica seguono poi gli incidenti automobilistici per effetto dell’elevato tasso alcolemico presente nel sangue e da tutta una serie di patologie epatiche, cardiovascolari e nervose. Nonostante la sua pericolosità sociale l’alcool nelle sue varianti, (Vino, Birra,Spumanti, Cocktail, Superalcolici) è tra gli alimenti maggiormente pubblicizzati. Il fenomeno alcolismo che sta assumendo contorni sempre più preoccupanti è fortemente alimentato da un forte disagio sociale, da cui i giovani in particolare cercano di sfuggire con l’assunzione spropositata di alcool. Molti ragazzi non trovano più nella famiglia l’apporto necessario per affrontare e superare le proprie difficoltà, infatti spesso i genitori sono assenti e distratti da una vita frenetica dove tutto assume i contorni dell’automazione tralasciando i segnali di disagio dei giovani d’oggi, che presto diventeranno gli adulti di domani. Per effetto delle variazioni sociali in atto anche nelle regioni del Meridione si va via via affievolendo l’istituzione familiare che rappresentava il cardine della nostra società. Tra un cellulare ed una consolle di videogiochi l’alcool sta assumendo un preponderante ruolo di surrogato affettivo, difatti cronache alla mano il fenomeno delle “stragi del sabato sera” che sembrava essere prerogativa delle regioni settentrionali sta prendendo piede anche nelle regioni meridionali. I politici per arginare l’aumento degli incidenti stradali dei fine settimana, ingegnano, provvedimenti legislativi che disincentivino l’abuso di alcool e droghe tra i giovani con normative tampone quali il guidatore designato o la distribuzione di biglietti gratuiti per concerti a chi risulta negativo ai test ed inasprimenti delle sanzioni. Ancora una volta si utilizza la carota ed il bastone per risolvere profondi problemi di disagio giovanile ed ancora una volta il futuro dei giovani viene scritto in sterili norme giuridiche contribuendo all’appiattimento dei valori etici. di Carmine Posillipo |
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Chiamatele Secessioni se volete |
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Il vecchio Druido lumbard ha abituato il pubblico italiano (sic) ad un linguaggio che molti definiscono insurrezionale ma che potremmo a ben vedere definire fumettistico (e mal digerito). Infatti quando si parla di fucili caldi Bossi non cita Blanqui, Malaparte (Tecnica del colpo di stato), Che Guevara o Mao Tze tung ma Tex Willer. La cultura del senatur è spicciola ma efficace, bisogna dirlo. Nelle piole e nei bar della padania è più familiare Monelli che Clausewitz. Così nel caleidoscopio della concezione leghista, dove antistoricamente (l’ucronia è padana), si richiama la secessione americana a parti invertite con il nord nella parte dei ribelli, lo spauracchio della separazione è sempre presente(1). Ma in verità l’unione dell’Italia gli fa un gran comodo malgrado qualche sovvenzionamento ad una sanità dispendiosa o somme per bonifiche immaginarie della munnezza. I soldi vanno in parte ai Bassolino di turno che così ingrasserà gli ingranaggi delle clientele ed il resto alle imprese del nord che forniscono servizi ed infrastrutture. Una sintesi semplicistica e brutale la nostra ma che racchiude il senso vero delle cose. Il Sud è un gran mercato per la colonizzazione interna dell’Italia. Assorbiamo quasi tutti i prodotti delle industrie settentrionali, diamo spazio agli appalti per impianti civili ed industriali. Senza considerare che continuiamo a fornire personale per le strutture pubbliche (fallimentari quanto si vuole ma le uniche esistenti). D’altra parte Bossi si è accorto che lo stato italiano offre vantaggi alla padania, basti pensare allo scalo di Malpensa per il quale la lega si sta battendo contro le ipotesi di cordate straniere che potrebbero acquistare l’Alitalia. (1) Sul disinvolto uso della storia di parte padana non si può fare a meno di rilevare come per la prima volta un territorio ricco, colonizzatore dal punto di vista economico e politico di un altro, rivendica una lotta di liberazione. E’ come se gli inglesi volessero emanciparsi dagli irlandesi che li hanno colonizzati. Su questo specifico tema è curioso che tra i richiami della lega vi sia anche un insistente riferimento all’Irlanda. Situazione agli antipodi rispetto a quella padana. Infatti i trubles irlandesi hanno alla base anche l’ingiustizia sociale, la colonizzazione economica oltre che culturale dell’Ulster. In realtà l’azione della lega sembra più simile ai gruppi protestanti che fanno capo al pastore Ian Pisley come l’UDA. di Pasquale Costagliola Caserta 8 agosto 2008 |
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86iesima candelina per Antonio |
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Sabato 21 Giugno serata di amicizia ed allegria.
Cena a base di pesce, realizzata dalle esperte mani del vicePresidente Carmine
Russo. Ad accompagnare la cena la dolce voce di Michele
Tellone che ha deliziato i soci con il suo repertorio.
Durante la serata comunque non hanno fatto mancare il loro contributo
canoro, i Nicola, Simmaco, Antimo e le new entry i Pasquale,
Ignazio e Carmine. La serata si è conclusa con un brindisi
generale sui meravigliosi dolci offerti da Michele tellone.
amicizia, convivialità ed associazionismo, con questo gruppo
sempre più coeso. |
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San Leucio un po’ di storia Carmine Posillipo |
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San Leucio è una frazione di Caserta da cui dista circa tre km. Il nome della località secondo alcuni deriva dal nome di una piccola chiesa longobarda che sorgeva sul monte, dedicata all’omonimo santo. San Leucio, patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, è conosciuta in tutto il mondo perché sede di un’antica manifattura specializzata nella produzione di tessuti pregiati. Ancor oggi, nonostante le più recenti innovazioni tecniche, producono tessuti unici e di particolare pregio artistico, utilizzando le antiche tecniche di lavorazione. La materia prima veniva reperita coltivando in loco, allevamenti di bachi da seta opportunamente selezionati. Fu così che le sete prodotte a San Leucio furono ampiamente utilizzate per gli arredi della Reggia di Caserta e delle altre residenze borboniche ,fino all’annessione italiana. Le sete di San Leucio sono presenti in tutto il mondo. In Italia si possono ritrovare al Quirinale , nella Città del Vaticano ed in diversi stati esteri, e persino nella sala ovale della Casa Bianca. La bandiera statunitense custodita alla casa bianca e quella inglese di Buckingham Palace sono state realizzate con il prezioso tessuto. Dalle seterie di San Leucio fuoriescono ancor oggi tessuti di grande bellezza e prestigio come damaschi, lampassi, broccati, jacquard. Nel 1750 i beni degli Acquaviva di Caserta passarono a Carlo III di borbone, da alcuni anni al timone del nuovo regno. L’intento progettuale originario era quello di costituire delle riserve di caccia e di residenze per la casa reale. Ben presto il Re coadiuvato da Bernardo Tanucci e Gaetano Filangieri nello sviluppo della programmazione della sua politica industriale, pensò di creare, già dal 1758, una produzione di sete al real sito di San Leucio. Così scriveva il re: …”Pensai allora di rendere quella popolazione utile allo Stato e alle famiglie: utile allo Stato, introducendo una manifattura di sete grezze, operando in seguito, in modo da portarla alla migliore perfezione possibile, tale da poter col tempo servire da modello ad altre più grandi; utile alle famiglie, alleviandole dai pesi che ora soffrono e portandole ad una condizione di agiatezza da non poter piangere miseria come finora è accaduto, togliendosi ogni motivo di lusso con l’uguaglianza e semplicità nel vestire…”. (dal codice delle leggi leuciano) La colonia fu progettata dall’architetto Francesco Collecini, impegnato in quel periodo come collaboratore di Vanvitelli nella costruzione della Reggia di Caserta. Al Collecini va, infatti, il merito della ristrutturazione dell’antico castello del belvedere. Fondamentale per la nascita del polo serico fu certamente l’intervento e l’impegno profuso dal giovanissimo Ferdinando che proseguì le opere iniziate e volute dal padre, dopo che quest’ultimo aveva lasciato Napoli per la reggenza del trono spagnolo. La Real colonia fu probabilmente antesignana delle tendenze illuministe e socialiste che da li a poco sarebbero nate in Europa. Nel 1789 per realizzare il sogno di una città possibile Ferdinando formulò apposite leggi che ne regolavano l’organizzazione societaria. Gli abitanti della real colonia godevano di alcuni benefici e privilegi, quali la formazione gratuita in apposite scuole dell’obbligo sia maschili che femminili, il beneficio di una dote elargita dalla corte per le donne che avrebbero sposato un appartenente alla colonia. Gli abitanti della colonia dovevano essere tutti uguali e vestire in modo uniforme.Ad essi erano assegnate abitazioni, che potremmo definire prime ville a schiera, dotate tutte di acqua corrente e servizi igienici, ancora oggi abitate e funzionali. Anche l’orario di lavoro aveva caratteristiche particolari: si lavorava massimo 11 ore giornaliere anziché le 14, come nel resto dell’Europa. Le differenze tra i componenti della comunità erano bandite, le uniche differenziazioni erano attribuite per meritocrazia, gli anziani gli ammalati ed i deboli godevano dell’assistenza statale. La colonia iniziò la propria produzione realizzando nel 1776 veli di seta, successivamente la produzione proseguì con calze di seta. Il progetto di Ferdinando prevedeva inoltre la nascita di una città a pianta circolare da denominare Ferdinandopoli con una piazza nel centro. Il real sito di San Leucio era particolarmente amato da Ferdinando che lo frequentava come sede per espletare la passione della caccia. L’avvento della Repubblica Partenopea a seguito della rivoluzione del 1799, interruppe il sogno di Ferdinando mentre la produzione proseguì anche con il governo di Gioacchino Murat, dal 1808 al 1815. Ferdinandopoli non vide però la luce nemmeno con la successiva restaurazione dei borboni, il sogno di Ferdinando venne accantonato. Con l’invasione piemontese il complesso fu trasferito al demanio e le produzioni furono chiuse ad appannaggio di aziende piemontesi. Dopo alterne vicende la produzione proseguì tramandando fino ai nostri giorni la produzione delle sete. Oggi le produzioni seriche sopravvivono tra alterne fortune. Molte aziende, però, hanno delocalizzato la produzione, creando sconcerto nelle maestranze dell’opificio con la perdita di centinaia di posti di lavoro. L’accesso al real sito avviene ancor oggi, dal portale, antico accesso alla proprietà feudale degli Acquaviva. Nel complesso della antica fabbrica è stato realizzato il Museo della seta con gli antichi telai comandati da una grande ruota idraulica, mentre un percorso specialistico ci introduce nella riproduzione delle diverse fasi di lavorazione dei tessuti. È sede della facoltà di Scienze politiche della Seconda Università degli studi di Napoli. Dal 1999 nei mesi estivi si svolge a San Leucio il "Leuciana Festival". |
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Fenestrelle 6 luglio 2008. |
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"Richiesto replicate più volte dai nemici a servire sotto quella bandiera, rigettai sempre costantemente gli astuti raggiri e gli empi consigli di costoro, esternando a chiare lettere la mia fedeltà al re Francesco fino alla effusione del mio sangue. Fui odiato ed assoggettato a gravi sofferenze, anche per avere sempre più rinvigorito quei prigionieri miei subalterni. Quelle sofferenze per me furono un incredibile consolazione".
In molti si comportarono con valore ed abnegazione, onore ai nostri Padri!
La dove sorge il peggiore dei luoghi dove furono imprigionati i fedelissimi soldati borbonici e vale a dire nella fortezza piemontese di Fenestrelle si è finalmente dato voce e onore a quei piccoli grandi eroi duosiciliani, gli irriducibili innamorati della Patria Napoletana. La memoria di quei bravi soldati del Regno che si fecero onore e diedero orgoglio all'esercito borbonico è stata redenta grazie all’impegno dei novelli “briganti” delle Due Sicilie con in testa l’ingegner Ferdinando Mallamaci e da alcuni dirigenti del movimento dei Comitati Due Sicilie presenti cospicuamente nel tristo sito sabaudo con a capo il segretario nazionale Fiore Marro ed i responsabili delle sezioni CDS Lombardia Mario Bellotti e Emilio Zangari, Sicilia Davide Cristaldi, Emilia Marco Fortunato e Luigi Costantino ed il coordinatore di Napoli Pasquale Pollio .
La storia dei vincitori omette ogni gesto di valore dei vinti,obliandone nomi e azioni. In molti preferirono immolarsi pur di non tradire la Patria, abbiamo in alto voluto riportare come esempio di ciò un passo della lettera del sergente De Federicis prigioniero nelle carceri di Fenestrelle spedita ai suoi parenti. L’affissione della targa commemorativa è stato un momento alto e misto di commozione e orgoglio per il popolo duosiciliano, che ha cercato di dare di nuovo voce ai nostri cari amati Eroi.
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